PARMA:IL CORAGGIO PER UNA CITTA’ IMPOSSIBILE

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Passeggiare, muoversi, spostarsi in una città, farsi spazio tra luoghi ostili e piccoli segnali incoraggianti con una domanda che non vuole essere la solita retorica della citta sicura, delle zone di un rosso più o meno acceso ma provare un livello più alto o parallelo : gli spazi che occupiamo potrebbero essere usati meglio, farci sentire meglio, renderci più felici ?

Per cercare, più che risposte, delle idee da cui provare a partire e degli occhi nuovi con cui osservare la città, su  questi temi ho incontrato Ilaria Di Vittorio, di Italia Impossibile, ma anche attivista di “Ci sarà un bel clima”(tra i creatori della rete  Gli stati generali dell’azione per il clima) e di Extinction Rebellion : un impegno completo per un cambiamento consapevole.

Mi ha raccontato una storia interessante. 

Italia Impossibile viene fondata da  Giovanni Mori, ingegnere energetico, ex portavoce di Fridays for future, che con  incontri ha raccolto idee dal basso, sogni impossibili , ed infine ha scelta una campagna: lo spazio pubblico, #facciamocispazio, cosa succederebbe se potessimo utilizzare il 100% dello spazio pubblico e questo fosse a disposizione dei cittadini ?

Italia impossibile nasce per dare gli strumenti ai cittadini per riprogettare spazi della propria città: spazi vivi, inclusivi, sicuri non con telecamere ma con relazioni, utilizzando l’urbanistica tattica, mobilitazione, partecipazione politica. Possono essere tantissimi i luoghi da riprogettare e in cui farsi spazio.

Il movimento ha iniziato un tour in tutta Italia con obiettivo preciso: “come sarebbe l’Italia nel 2035 se facessimo tutte le scelte giuste?” 

Anche a Parma a fine ottobre c’è stato un primo incontro e da lì è iniziata un’attività da cui è partito un primo obiettivo: Via Paciaudi, in cui è presente una scuola elementare, da trasformare in strada scolastica chiusa alle auto, ripensare gli spazi, Street for Kids, sulla porta della scuola c’è già uno striscione “vogliamo strade scolastiche” . Saranno coinvolti insegnanti, genitori e poi architetti per un progetto più dettagliato ed   infine chiedere alla politica di fare il passo finale, accettare una proposta dal basso ed attuarla.

Le  strade scolastiche sono  importanti per questo ,gli studenti stessi possono essere parte di questo progetto, potrebbero disegnare come vogliono la loro strada. 

Nei giorni scorsi è già comparsa su Instagram una foto di una possibile nuova Via Paciaudi 2029. 

Connettere questo con “Parma capitale europea dei giovani 2027” e “Parma climate neutral 2030” , dovrebbe essere immediato speriamo che gli slogan sappiamo abbracciare questo , come altri, progetti concreti e la politica sappia cogliere questa occasione, superando diffidenze ed ostacoli. 

Nelle sue molte attività , Ilaria ha visitato alcune scuole medie: a volte i ragazzi hanno visioni molto influenzate dai genitori, manca spesso la consapevolezza che si possa ripensare la città (per un tema come città 30, per esempio), forse alle medie non pensano che le cose possano andare in un modo diverso, spero di contribuire a creare questa maggiore apertura e capacità di immaginare, far capire che hanno il potere di cambiare le cose.  

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Urbanistica tattica,  Architettura ostile, spazi vivi.

Muoversi in città e vedere che le scelte sugli spazi vengono fatte ogni giorno: si possono mettere fioriere per evitare la sosta delle persone o renderla solo più scomoda. Si può ridare vita ad un’aiuola credendo che farà rinascere un quartiere o attrezzare un parco e vederlo pieno di anziani e bambini. (Piazzale Corridoni, Piazzale delle Barricate, Parco Vilma Preti).  

Poi ci sono piccole cose (di enorme importanza?) che irritano e creano disagio :Vie e Spazi girando in città .

Insicurezza ed Illegalità : siamo abituati a questi due sostantivi associati alle ben note zone rosse eppure tentando di percorrere (a qualsiasi ora ) Via Farini queste sono le cose a cui le associo, una fila di auto abbandonate una dietro l’altra su un lato della strada (in alcuni punti su entrambi i lati) in nome di una illegalità tollerata, con un costante pericolo per chi tenta di percorrerla in entrambe le direzioni in bicicletta, spesso anche per i pedoni. 

Il Vuoto inutile e triste : il grande spazio, una piazza davanti alla Pilotta, intervento da 550.000 € definito “spazio di socialità ed incontro, museo a cielo aperto, luogo di sosta”  oggi resta costantemente un contenitore vuoto, inutile, quasi a ricordarci di una potenzialità inespressa da riempire con idee non parole. 

Ancora più inutili, vuoti e tristi i marciapiedi “allargati” di via Mazzini, soli con un paio di fioriere a consolarli con qualche pedone isolato che a volte prova a percorrerli chiedendosi del vuoto che lo circonda o del  perché togliere spazio ad una ciclabile, a panchine per sostare, pensare, socializzare.    

E poi c’è una Piazza Garibaldi del futuro, verde e viva,  il sogno impossibile visto in un’immagine di qualche anno fa.

 Mettiamoci in marcia e proviamo rendere meno impossibili gli spazi della città che non amiamo, c’è molto lavoro da fare ma, soprattutto i giovani, hanno il tempo. 

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Ama Ndlovu explores the connections of culture, ecology, and imagination.

Her work combines ancestral knowledge with visions of the planetary future, examining how Black perspectives can transform how we see our world and what lies ahead.